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Avila
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mweqAvilacite-ref-1[1] (mwfgmwfwAFI: /ˈavila/; in spagnolo mwgqÁvila) è una città mwggspagnola, capoluogo di provincia nella regione di mwgwCastiglia e León. A circa 100mwha km nord-ovest dalla capitale mwhqMadrid, sorge a 1.131 m sul livello del mare, in una zona rocciosa sulla sponda destra del fiume mwhgAdaja, affluente del mwhwDuero, e risulta essere il capoluogo di provincia più alto della mwiaSpagna. Il territorio del comune si estende per 231,9mwiq km². Nel 1985 la città è stata inserita nella lista del mwigpatrimonio dell'umanità sotto il titolo di mwiwCittà vecchia di Avila con le sue chiese fuori le mura. cite-ref-2[2]
Contents
• Storia
• Medioevo
• Cultura
• Note
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Storia
mwkwSede vescovile, Avila è soprattutto nota come città natale di un'importante santa del mwlacattolicesimo, mwlqTeresa d'Avila (altrimenti detta Santa Teresa di Gesù), vissuta nel mwlgXVI secolo e mwlwDottore della Chiesa. Vi ha anche vissuto, per un certo periodo, san mwmaGiovanni della Croce (mwmqSan Juan de la Cruz), questi però originario di mwmgFontiveros, paese a circa 30mwmw km nord da Avila, anch'egli mwnaDottore della Chiesa, contemporaneo di Santa Teresa e, insieme a lei, co-fondatore dell'mwnqOrdine dei carmelitani scalzi nel mwng1568.
Origini e toponimo
Sito di un primitivo insediamento mwoqfenicio nell'mwogVIII secolo a.C., quindi immediatamente seguito da uno mwowgreco, il toponimo ha diverse teorie sulla sua origine. Una di queste, partirebbe da un antico termine mwpafenicio-mwpqpunico che indicherebbe mwpgalto monte, rilievo: pare che, secondo lo stesso mwpweroe della mitologia greca mwqaEracle (Ercole), ebbe un figlio chiamato mwqqAlcideo da una donna chiamata mwqgAbyla, nome che avrebbe altresì dato vita ad un altro toponimo, quello dell'avamposto di una delle due antiche "mwqwColonne d'Ercole" (l'attuale mwraStretto di Gibilterra) e, più precisamente, quella sul lato africano. Un'altra ipotesi farebbe originare il toponimo dall'mwrqebraico mwrgmwrwHawilah, un luogo simile a quello già citato nella mwsaBibbia col significato di mwsqterra al - o - mwsgdi confine. Altre teorie lo fanno attribuire a un mwswprediale mwtagermanico di nome mwtqAwilo. Riscontri storici più tardivi, ma più certi, danno il toponimo di mwtgObyla già nel mwtwVI secolo a.C. da una popolazione mwuaceltica chiamati mwuqVetoni.
Epoca romana
Nel mwvq237 a.C., il mwvgcartaginese mwvwAmilcare Barca si rifornì di soldati per il suo esercito, facendo una leva militare dei giovani di Avila. Tuttavia, dopo la mwwasconfitta cartaginese della seconda guerra punica, ovvero a partire dal mwwq200 a.C. circa, i Romani vi installarono qui un accampamento militare, costringendo altresì i pochi mwwgVetoni rimasti ad abbandonare la città. Per circa cinque secoli di insediamento romano, data la sua posizione favorevole, la città non fu altro che un avamposto militare.
Medioevo
Dopo la mwxqcaduta dell'Impero romano, la città subì l'invasione prima degli mwxgAlani e poi dei mwxwVisigoti, già cristianizzati attraverso i primi mwyaConcili di Toledo (mwyqV secolo), presenza testimoniata da documenti nei quali, fra l'altro, compare per la prima volta il nome di "Avila". Per un breve periodo, nel mwygIV secolo la città fu il fulcro del "Priscillanesimo", un mwywmovimento cristologico dei primi secoli del mwzaCristianesimo europeo, successivamente proibito poiché ritenuto al pari di una mwzqSetta.
La successiva occupazione degli mwzwArabi, a partire dall'mwaaVIII secolo, portò una disgregazione della struttura agricola, in favore della pastorizia e una diminuzione della popolazione della città. Si ebbero poi diverse incursioni dei Cristiani contro i Musulmani, fino a quando mwaqAlfonso VI riconquistò la città nel mwag1088, e ne affidò il governo a suo genero mwawRaimondo di Borgogna, con l'incarico di ripopolare la città, fortificarla e ampliarne le mura. Iniziò così un periodo di splendore economico e commerciale. Arrivarono mwbamozarabi (ovvero spagnoli cristiani che vivevano sotto il dominio arabo), ebrei e mwbqmwbgmoriscos, ovvero i mwbwMori battezzati che si sottraevano alle persecuzioni subite nella Spagna meridionale. La popolazione ebraica contribuì all'espansione economica e commerciale della città e dell'intera regione di mwcaCastiglia. La città quindi, si ripopolò rapidamente, ottenendo altresì privilegi (alcune delle famiglie nobili ad esempio sedevano nelle mwcqCortes con diritto di voto).
Con l'unificazione della Spagna ad opera dei re mwcwFerdinando II e mwdaIsabella, e con la successiva mwdqcacciata degli ebrei sul finire del mwdgXV secolo, l'economia della città entrò nuovamente in crisi. Durante il regno di mwdwCarlos I, la città fu coinvolta nelle proteste delle comunità popolari contro i soprusi fiscali, che culminò nella cosiddetta mweaRivolta dei comuneros del 1520.
La fioritura religiosa
Grazie alla politica e alle conquiste militari del successore al trono, re mwgqFilippo II di Spagna (Avila dista a soli 50mwgg km dall'mwgwEscorial, il pantheon reale), a partire dalla seconda metà del mwhaXVI secolo la città vide un periodo di straordinaria prosperità economica, culturale e, soprattutto, religiosa. Il nucleo urbano si ripopolò rapidamente di conventi, chiostri, chiese, che si aggiunsero a quelle di epoca medioevale, come la già esistente mwhqBasilica di San Vicente o, ancor più importante, la cattedrale centrale (dedicata al Cristo Salvatore), primo esempio in mwhgSpagna di passaggio dal mwhwromanico al mwiagotico. Nel mwiq1479 Elvira González de Medina fondò l'importante mwigConvento dell'Incarnazione.
All'inizio del mwjaXVI secolo fu completamente rinnovato il medioevale monastero reale di Santa Ana, mentre si iniziò la costruzione di quello di Santo Tomàs. È proprio in questo periodo, pregno di fervore mistico-religioso, che nacquero e operarono santa mwjqTeresa d'Avila (che fondò qui il primitivo monastero dedicato a San Giuseppe che nel mwjg1562 venne abitato dalle prime mwjwmonache carmelitane scalze) e, a pochi chilometri dalla città, anche il suo contemporaneo, mwkaGiovanni della Croce, oltre che il celebre musicista mwkqTomás Luis de Victoria. Nel luogo di nascita della santa fu successivamente eretto un convento e una chiesa dedicati a lei, dove è visitabile anche la sua stanza natale. Contemporaneamente, nella città vennero realizzate numerose opere civili (condutture per l'acqua, illuminazione e pavimentazione delle strade) e le famiglie nobili migliorarono e ampliarono le loro abitazioni secondo un sobrio stile rinascimentale. Agli inizi del mwkgXVII secolo inoltre, fu eretta anche l'Università cattolica, appena fuori le mura.
Tempi moderni
Nel corso del mwmqXVIII secolo cominciò una sorta di declino della città causato dalla progressiva perdita dell'Impero, dalle guerre intraprese dalla mwmgSpagna in Europa e dalla diminuzione della popolazione. Tuttavia, verso la seconda metà del mwmwXIX secolo la città ebbe un risveglio, di cui i segni più evidenti furono l'arrivo della ferrovia, un'incipiente industrializzazione e una specializzazione nei servizi. I monasteri e le chiese furono ristrutturati, mentre le tradizioni furono riprese con feste e ricorrenze particolari, come il settembrino mwnaMercato medioevale delle tre culture, in ricordo della pacifica convivenza in città di arabi, ebrei e cristiani (uno simile si trova anche a mwnqLeón.
Nel mwnw1985, il suo centro storico fu dichiarato dall'mwoaUNESCO mwoqPatrimonio dell'umanità con riferimento alla città vecchia entro le mura turrite, capolavoro dell'architettura militare, e alle numerose opere religiose intraprese da Santa Teresa, riformatrice dell'ordine delle Carmelitane.
Monumenti e luoghi di interesse
La costruzione più spettacolare della città sono le sue mwrgmura difensive, che circondano interamente tutto il centro storico, alternate da torri e torrioni; fortemente volute sul finire dell'mwrwXI secolo dal re mwsaAlfonso VI, quindi restaurate nel mwsq1596 da mwsgFilippo II di Spagna, da esse si aprono ben nove porte di accesso, di cui la più importante rimane quella settentrionale dell'Alcázar.
Molto caratteristica rimane anche la centralissima mwtaPlaza del Mercado Chico, dove viene allestita una piccola area mercatale. Eretta già in epoca romana, fu dotata di lunghi porticati su tre lati intorno all'mwtqXI secolo e, per tal motivo, è conosciuta anche come Plaza Mayor poiché, anche se molto più piccola, ricorda mwtgquella di mwtwMadrid. Sulla piazza si affacciano anche la mwuaCasa consistorial (municipio) (lato nord) e la mwuqchiesa di San Giovanni Battista (lato sud).
Altri monumenti entro le mura sono:
• la mwvqmwvgCattedrale dedicata al Cristo Salvatore, primo esempio di transizione tra mwvwromanico e mwwagotico in mwwqSpagna, eretta inizialmente tra il mwwgXI-mwwwXII secolo ma effettivamente ultimata nel mwxaXIII- mwxqXIV secolo.
• mwxwConvento e chiesa di Santa Teresa d'Avila, in piazzetta omonima, entrambi eretti nel mwya1636 nel luogo della casa natale della Santa, su progetto del frate architetto Alonso de San José, con la facciata in stile mwyqbarocco e interni decorati con sculture di Gregorio Fernández. È compreso anche un giardino interno e il mwygMuseo de recuerdos Teresianos, con alcune reliquie della Santa; prospiciente alla facciata, una statua in bronzo della Santa, seduta su una panchina, opera di Óscar Alvariño del mwyw2015 per il cinquecentenario della nascita della mwzamisticacite-ref-3[3].
• mw0gCappella del Mosén Rubi, costruita in stile mw0wgotico, fu utilizzata per il battesimo di santa Teresa. Fu tuttavia rimaneggiata con il mw1amanierismo dell'inizio del mw1qXVI secolo. Sebbene sia stata voluta dai nobili Herrera e Vázquez Dávila, essa fu invece dedicata a chi ne seguì i lavori, ovvero il nobile Mosén Rubi Bracamonte, Signore di Fuente del Sol.
• chiesa di Santo Tomé, costruita dai Gesuiti negli anni dal 1675 al 1687.
Edifici civili notevoli entro la cinta muraria rimangono altresì il mw2aPalacio de los Águilas e il mw2qPalacio de los Verdugo entrambi rinascimentali con portali scolpiti e rilievi in pietra, il mw2gPalacio Episcopal del secolo XVII, la mw2wCasa del conde de Oñade del secolo XV con un torrione merlato, la mw3aCasa de Superunda e la mw3qCasa de los Almarza entrambe del XVI secolo e il mw3gPalacio de los Velada con patio a tre piani di gallerie dove più volte risiedette l'imperatore Carlo V.
Le chiese fuori le mura rimangono:
• mw5wChiesa di San Pietro, risalente al mw6aXII-mw6qXIII secolo, si affaccia sulla grande mw6gPlaza de Santa Teresa De Jesus, anche conosciuta come piazza del Mercato Grande, ed è una delle chiese della città meglio conservate. Si presenta in stile mw6wromanico, con pianta a croce latina a tre navate che terminano in tre absidi.
• mw7qMonastero reale di San Tommaso, con la chiesa tardo-gotica che conserva i sepolcri del celebre don Juan, figlio dei mw7gRe cattolici, e del mw7wGrande Inquisitore di Spagna mw8aTomás de Torquemada. Fu costruito tra il 1482 e il 1493, in gran parte a spese dei Re cattolici, con i beni sottratti agli inquisiti di mw8qcriptogiudaismocite-ref-iannuzzi152-4-0[4]
• mw9wConvento di Nuestra Señora de Gracia, grande complesso tardo-gotico che fu la scuola di Santa Teresa.
• Chiesa di Santiago, chiesa romanica con una torre a pianta poligonale
• mw-gConvento de San José, primo convento fondato da santa Teresa dopo la riforma del "Carmelo" nel 1562
• San Antonio, chiesa barocca del secolo XVIII
A 55mw-q km si trova mw-gArévalo, borgo medioevale murato, ove in gioventù visse la regina mw-wIsabella di Castiglia e nacque mwaqaGiovanni della Croce, celebre mistico. Ha molte chiese e conventi e un antico castello.
Cultura
Istruzione
Università
Amministrazione
Gemellaggi
Note
cite-note-11. ↑ mwar8 mwasamwaseBruno Migliorini mwasiet al., mwasmmwasqScheda sul lemma "Ávila"mwasc, in mwas8mwataDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwateISBNmwati 978-88-397-1478-7.mwatq
cite-note-22. ↑ mwatgmwatkmwatoCiudad vieja de Ávila e iglesias extramuros, in mwatswhc.unesco.org, Unesco.
cite-note-33. ↑ mwat8(mwauamwaueES) mwauimwaumÁvila inaugura una nueva escultura de Santa Teresa – Teresa, de la rueca a la pluma, su mwauqdelaruecaalapluma.wordpress.com, 25 agosto 2016.
cite-note-iannuzzi152-44. ↑ Isabella Iannuzzi, mwaugmwausmwauwProcessi di esclusione e contaminazione alla fine del Quattrocento spagnolo. Il caso del mwavqNiño de La Guardia, p. 152.
cite-note-55. ↑ mwavg(mwavkmwavoFR) mwavsmwavwJumelages, su mwav0ville-villeneuve-sur-lot.fr.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su avila.es.
• citerefbritannica-com(EN) Ávila, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgec(CA) Avila, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
• mwawwScheda UNESCO, su whc.unesco.org.